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Quest’ anno, in occasione del Carnevale, vi sveliamo
l’ antica ricetta de is para frittus, grosse e squisite
frittelle che vengono preparate in paese secondo l’ antica
tradizione e offerte nelle sfilate, nei balli in maschera, nelle
circostanze di festa e incontro, in questo periodo, ma possono
essere realizzate durante tutto l’ anno.
Ingredienti:
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1,
2 kg di farina 00
-
8
uova
-
200
g zucchero
-
200
g burro
-
50
g lievito di birra
-
2
arance ( succo e buccia )
-
1
bicchiere liquore ( preferibile l’ acquavite o la sambuca )
-
latte ( quanto ne serve )
Per la tradizionale preparazione di questo dolce, è
importante precurarsi “sa scivedda” ( grosso recipiente in
terracotta ), avere grande pazienza e maestria nella lavorazione a
mano della pasta.
Si inizia sbattendo in un contenitore lo zucchero
con le uova, e aggiungendo a questi la farina, amalgamando bene il
tutto. Nel frattempo è necessario far sciogliere a bagnomaria il
burro e riscaldare il succo d’ arancia. Ottenuto un corposo impasto,
bisogna trasferirlo su un tavolo per procedere con la lavorazione a
mano, aggiungendo in modo alternato, il burro sciolto e il succo d’
arancia riscaldato. Procedendo con il sapiente lavoro a mano, è
necessario sciogliere il lievito con un po’ di latte, e versarli
poi, pian piano nell’ impasto, garantendoli una perfetta omogeneità.
Infine, si versa il liquore, sempre con le stesse modalità:
impastare … versare … impastare … versare !!
Quando l’ impasto raggiunge una certa omogeneità e
tutti gli ingredienti sono stati utilizzati, si trasferisce in sa
scivedda, e si continua a lavorare fin quando la pasta non
raggiunge una certa elasticità.
A questo punto, l’ impasto va coperto e si lascia
lievitare in un ambiente caldo per un’ora. Dopodiché, usando un
cucchiaio per comprenderne la quantità, e con l’ utilizzo della
farina, si preparano piccole ciambelle, che vengono disposte a
distanza l’ una dall’ altra sul tavolo, coprendole per permetterne
una nuova lievitazione al caldo.
Una volta ben gonfie, si friggono nell’ olio caldo,
e si zuccherano. Lasciare raffreddare un po’.
Buon appetito!

Coccoisi con uovo
Bianchetti
Ingredienti(dosi
per 6-8 persone)
400 g di zucchero
3 albumi
100 g di mandorle pelate
scorza di limone
Preparazione Montate a neve ben ferma gli albumi con 200 g
di zucchero, poi unite delicatamente l`altro zucchero, la scorza
grattugiata di limone e le mandorle tagliate a filetti e tostate
leggermente.
Ricoprite la placca del forno con carta oleata e disponetevi
l`impasto a cucchiaiate. Cuocete in forno preriscaldato a 140° per
circa 20 minuti.
I bianchini o « bianchittus» possono essere preparati con le
noccioline e senza niente.
In passato venivano offerti dagli sposi a chi aveva fatto loro doni
in natura per il matrimonio, mentre nelle famiglie venivano
preparati, oltre che per il consumo familiare, anche per essere
offerti a ospiti di passaggio.
Amaretti
100 g di
mandorle dolci spellate, 10 g di mandorle amare spellate a piacere,
80 g di zucchero, 1/2 limone grattugiato, 1-2 albumi, 10 gocce di
acqua di fiori d’arancio a piacere. Cottura in forno a 150°C per
30-40 min. circa.
Si tritano le mandorle con lo zucchero; si aggiunge la scorza del
limone grattugiato. A parte si monta l’albume a neve ben ferma; una
volta montato si aggiunge ciò che si è preparato precedentemente,
mescolando con un cucchiaio di legno, facendo attenzione a non
smontare troppo. Con questo si formano delle palline a dimensione di
una noce e si fanno rotolare nello zucchero. Si mettono nella placca
del forno precedentemente foderata con della carta da forno. Come
decorazione si mette una mandorla sopra ad ogni pallina. Si cuoce il
tutto.
Gueffus
Dosi per 6
persone: 300 G Mandorle Pelate, 300 G Zucchero Semolato, 1 Limone, 2
Cucchiai Acqua Di Fiori D'arancio, Liquore Villa Cedro (o Liquore Al
Cedro)
Preparazione
Le dosi per circa
50 'gueffus'. Pestate nel mortaio le mandorle e riducetele in
farina. Mettete in una casseruola 150 g di zucchero e mezzo
bicchiere di acqua: ponetela su fuoco moderato e sempre mescolando
lasciate che lo zucchero divenga un denso sciroppo. Aggiungete
allora la farina di mandorle, la scorza grattugiata del limone e due
cucchiaiate di acqua di fiori d'arancia. Fate cuocere, mescolando
sovente, sino ad avere un composto bene asciutto: versatelo allora
sul tavolo di marmo pulitissimo o su un largo piatto porcellanato.
Quando l'impasto sarà divenuto tiepido bagnatevi le mani con il
liquore e formate con il composto una cinquantina di palline grosse
quanto una nocciola. Rigiratele nel restante zucchero, coprendole
perfettamente, quindi incartatele una per una come delle caramelle
usando prima carta metallizzata e poi velina colorata che
sfrangerete alle estremità. Conservatele in scatole di latta o in
vasi.
PABASSINAS
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Ingredienti
300 gr di
farina
150 gr di burro
100 gr di zucchero
due uova
80 gr di uva sultanina (uva passa)
100 gr di gherigli di noce
100 gr di mandorle pelate
150 gr di zucchero |
Preparazione
preparare una
pasta frolla con farina burro zucchero e uova. Aggiungere
nell'impasto l'uva sultanina, le
noci
e le mandorle tutte tritate. Lasciare riposare per un ora. Stendere
la pasta ad uno spessore di 1 cm. Tagliare dei rombi e passarli in
forno già caldo per 15 minuti. Sfornali e lasciar raffreddare. In un
tegame, intanto, sciogliere lo zucchero a velo con un po' d'acqua,
quando sarà tutto ben amalgamato immergervi i biscotti. Stenderli su
una teglia infarinata e passarli in forno per farli asciugare. Farli
infine raffreddare
Il pane fatto in casa
Uno dei cibi della tradizione sarda è il Pane. In ogni vecchia casa
troverete di sicuro un forno a legna dove la nostre nonne
preparavano, a volte in compagnia delle donne del vicinato, il buon
pane casereccio.
Quella che vi presento è la vecchia ricetta del pane, usata ancora
dalle donne anziane: Grano,che veniva lavato, fatto asciugare al
sole, una volta ben asciutto veniva portato al mulino dove dalla
macinatura si otteneva la farina, che a casa si setacciava e si
otteneva la farina fine, la semola, e la crusca, acqua, sale, e come
lievito veniva usato “su framentu”, una parte dell’impasto
delle precedenti infornate.
Il pane veniva infornato in grandi forni che funzionavano a legna,
portata a “fascine” dalla campagna. Il pane fatto in casa è
un prodotto amato da tutti i sardi , anche se la tradizione dei
forni rimane solo nei piccoli comuni
Gli strumenti che venivano usati erano “sa xivedda” recipiente
in terra cotta dove veniva lavorata la pasta, “su canisteddu”
recipiente dove la pasta veniva fatta finire di lievitare, e per
infornare veniva usata “sa palia”, di legno.
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