Usi e costumi - Sito Istituzionale del Comune di Serri

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Usi e costumi

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Calendario feste a Serri



Gennaio: 17  Sant’Antonio abate: falò con distribuzione del pan di sapa

             20  San Sebastiano: falò con distribuzione del pan di sapa



Febbraio: 2   Candelora: festa in onore alla presentazione di Gesù e la Madonna al tempio, dopo 40 giorni dalla sua nascita. La tradizione vuole che la prioressa distribuisca le candele e la popolazione porti in processione la Madonna del rosario.



Marzo:          -----------------------



Aprile:          Domenica di pasqua: processione “ de s’incontru” tra la Madonna e Gesù risorto, le donne portano la    Madonna e gli uomini portano Gesù incontrandosi nella piazza principale di Serri.



Maggio:        prima domenica: sant’Isidoro “festa degli agricoltori” si porta in processione il santo accompagnato da cavalli trattori e gruppi folk.



                    terza settimana: festa campestre di santa Lucia, nell’occasione si svolgeva la fiera del bestiame che oggi non si fa più. ( vedi paragrafo fiera del bestiame)



giugno:         corpus domini: ogni rione prepara una cappella per accogliere il Santissimo Sacramento, per l’occasione dalle finestre si portano fuori i tappeti sardi e le strade si cospargono di fiori.



Luglio:         primo sabato: rassegna folkoristica con gruppi provenienti da tutta la Sardegna e dalla penisola



Agosto:        primo sabato: festa dell’emigrato



Settembre:1   San Basilio magno “patrono di Serri”: per l’occasione un comitato con l’amministrazione comunale organizzano una serie di avvenimenti sia di carattere civile che religioso.

               10  Santa Vittoria: processione in onore alla santa sino all’omonima chiesa campestre. per la ricorrenza la popolazione fa un pic nic sulla giara.

               

                Terza settimana: Santa Lucia ( vedi terza settimana di maggio)



Ottobre:        -------------------

Novembre:   -------------------

Dicembre:    -------------------



Fiera Santa Lucia



Nel lontano 1922 venne istituita la fiera del bestiame in occasione della festa di Santa Lucia. Dalla data d’istituzione in poi, la fiera si è tenuta due volte all’anno, precisamente la terza domenica di maggio e nei tre giorni successivi, nonchè la terza settimana di settembre e nei 4 giorni successivi. Nel 1947 fu approvata la deliberazione relativa alla devoluzione del 20% sull’incasso dei biglietti d’ingresso alla fiera a favore dal comitato civico, incaricato di disciplinare le operazioni della festa e di occuparsi della manutenzione dei locali e della chiesa. In seguito fu ritenuto opportuno affidare l’organizzazione della festa all’amministrazione comunale. Per lungo tempo la fiera si è affermata in maniera soddisfacente attirando allevatori e agricoltori di tutta la Sardegna.

Oltre alla compravendita era praticato il baratto del bestiame. Per accedere all’area fieristica, gli allevatori erano tenuti a pagare la tassa d’ingresso di  £. 100   a capo per ogni giornata di stazionamento. Purtroppo negli ultimi decenni la fiera è andata decadendo per diverse cause, tra le quali l’avanzare della tecnologia che ha portato alla sostituzione dell’uso dei buoi per l’aratura con ì più innovativi attrezzi agricoli. Oggi infatti non è più presente il bestiame e restano solo pochi venditori ambulanti e qualche pescivendolo. Per noi Serresi è molto deludente il fatto che questa grande e importante fiera, sia andata in tal decadimento,  e sarebbe molto bello riuscire a organizzarla di nuovo come nel passato. Noi ragazzi tuttavia, ogni anno  per tradizione,   raggiungiamo a piedi  la chiesetta in onore alla santa.



Gruppo folk Santa Vittoria



Il primo gruppo folk di Serri fu costituito nel 1967 dal parroco del paese don Carboni. In seguito, con la nascita dell’associazione turistica pro-loco avvenuta nel 1968 ne fu creato un secondo,  che durò sino al 1975. Nel 1997/1998 con l’impegno della pro loco, nacque il gruppo folk Santa Vittoria di Serri. All’inizio dell’attività i partecipanti alle prove di ballo erano circa 60 tra bambini e adulti. Nel  2000 tale gruppo è passato da pro loco ad associazione culturale tradizioni popolari.  Ora i ballerini sono circa 20, tra grandi e piccoli e,  sono state  riaperte le iscrizioni e  numerosi ragazzi  stanno imparando a ballare in attesa di essere inseriti al più presto nel gruppo. Durante questi nove anni esso si è fatto conoscere non solo in numerosissime rassegne folk e manifestazioni religiose dell’Isola, ma anche  nella Penisola e  all’Estero.

I ballerini indossano il costume tradizionale Serrese che è stato ricostruito in seguito a un’attenta ricerca storica.

Il costume maschile comprende:

camicia bianca lino o cotone pieghettata e con pizzi pregiati, pantaloni bianchi in lino o cotone, corpetto, gonnellino, ghette, copricapo in orbace nero “berritta”  e giacca in orbacce nero con rifiniture in velluto.

Il costume femminile comprende:

gonna in tessuto “abordau” di colore rosso/blu, camicia bianca in lino o cotone ricca di pizzi pregiati, corsetto in broccato con sfondo e disegni floreali, grembiule in setta di colore nero con bordi dorati, fazzoletto in lino (usato per le esibizioni di ballo) o scialle in tibet  nero, ricamato con frange (usato per le sfilate e processioni religiose).



I balli tradizionali, accompagnati da fisarmonica o organetto sono i seguenti:

·        SA PRESENTADA (ballo di presentazione)

·        SU BALLU DE SU COLORU ( ballo del serpente)

·        SU BALLU DE SERRI (ballo di serri)

·        SU BALLU DE SA STELLA (ballo della stella)

·        SU BALLU DE S’ARRODA (ballo della ruota)

·        SU BALLU SERIU (ballo serio)

·        SA DANZA (la danza)





Coro polifonico Santa Lucia



Nel 2004 per iniziativa di alcune coriste, nasce il coro “Santa Lucia”, inizialmente come coro parrocchiale, in seguito, sotto la direzione del maestro Felice Cassinelli, è iniziata la formazione del coro polifonico che si è esibito per la prima volta nel giugno del 2006. Esso è composto da circa 20 persone tra uomini e donne e propone diversi canti tradizionali sardi quali “in mort’e babbu meu”, “” .goccius”

 
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